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Controllare l’ansia e poi giocare le proprie carte (IMPIEGATO DI RISTORANTE)
Una delle due candidate ce l’ha fatta a conquistare un posto da impiegata all’interno di un locale di Vera Risṭ. Ma prima ha dovuto convincere la responsabile di selezione Elena Spagna circa la propria determinazione e passione per il lavoro
Riuscire a far emergere che le proprie attitudini sono quelle giuste per l’azienda che sta cercando personale. E’ ciò che è riuscito, in sede di colloquio, ad una delle candidate in lizza per un posto da impiegata in un ristorante della catena Vera Ristò. La sfida è commentata da Elena Spagna responsabile di selezione di Vera Ristò.
LA RICERCA
L’annuncio viene pubblicato su alcuni siti internet specializzati e su alcune testate giornalistiche a livello locale e nazionale. Ricevuti i curricula avviene una prima scrematura, i candidati sono stati contattati telefonicamente per proporre loro un colloquio di gruppo. Durante la selezione di gruppo i candidati compilano una scheda informativa a cui segue un momento di autopresentazione, un esercizio di gruppo, la compilazione di una scheda motivazionale ed un colloquio individuale.
CANDIDATO A
La candidata ha 31 anni, risiede nella provincia di Milano ed è diplomata in Ragioneria. Al colloquio si presenta con aspetto e modi curati: vestita in modo informale, aspetto curato e molto semplice, indossa un unico gioiello originale. Ha modi educati e rispettosi: parla con tono di voce pacato. Nel colloquio di gruppo non interviene attivamente nella soluzione dell’esercizio proposto, ma segue attivamente le fasi della discussione con un atteggiamento aperto: segue con lo sguardo chi prende la parola, si sporge in avanti con il busto e si muove sulla sedia.
Al colloquio individuale si propone in modo adeguato, educato e improntato a cordialità; sorridente e schietta nel descrivere e proprie esperienze pregresse e le ragioni che la portano a cercare una nuova occupazione. Vive il lavoro come un’attività necessaria ma non centrale per la propria realizzazione personale. Tende a descriversi come passiva rispetto alle scelte professionali sino ad ora effettuate e a descriversi condiscendente nei confronti dei colleghi per evitare conflittualità.
Reagisce con un aumento dei livelli d’ansia, quando le domande che le sono rivolte mirano ad indagare la motivazione al cambiamento e la flessibilità riguardo alle mansioni che sono necessarie per il ruolo oggetto della nostra ricerca. Ha presentato domanda presso molte aziende, non solo nel settore ristorativo, perchè vuole cercare un’occupazione vicino al luogo di residenza che le conceda di avere del tempo libero da investire in una propria attività.
Ha una discreta esperienza nel settore: ha sempre lavorato come impiegata amministrativa. Dice di avere avuto la possibilità di lavorare con i genitori in quel settore e di aver continuato più per comodità che per reale desiderio. Attualmente lavora presso la stessa azienda da diversi anni e ciò che la porta a riaffacciarsi sul mercato del lavoro è il fatto che la sede del suo ufficio sarà a breve spostata dal suo luogo di residenza.
Descrive le attività che svolge in modo sbrigativo, fatica ad entrare nel dettaglio e quando la selezionatrice le pone domande sull’organizzazione del lavoro sua e dei colleghi di lavoro si esprime con toni svalutanti e molte generalizzazioni. Fatica ad individuare le proprie criticità ed è ambivalente nella descrizione dei propri punti di forza. Nella fase conclusiva del colloquio individuale, quando ha la possibilità di rivolgere domande alla selezionatrice, esprime la propria curiosità solo sugli orari di lavoro.
CANDIDATO B
Questa candidata ha 33 anni, anche lei risiede in provincia di Milano, mentre il titolo di studio è quello di diploma in una scuola agraria. Si presenta adeguata nell’aspetto e nei modi: vestita in modo sportivo ma curato si presenta al gruppo in modo spigliato e frizzante includendo nella breve autopresentazione non solo le esperienze professionali ma anche i propri interessi e le aspettative per il futuro.
Durante il colloquio di gruppo partecipa poco: si pone in una posizione di ascolto ed interviene in due occasioni per mediare ed integrare le proposte di altri candidati. Appare una persona piuttosto timida: tende ad arrossire quando, nel gruppo, diventa centro dell’attenzione tuttavia si dimostra competente nella gestione dello stress. Utilizza un linguaggio emotivamente ricco, restituisce attivamente ai colleghi feedback positivi e negativi ed è capace di attivare buone strategie di problem solving. Ricorda le autopresentazioni degli altri candidati e usa le informazioni raccolte per rivolgersi ad ogni membro del gruppo in modo individualizzato.
A colloquio individuale è spontanea, curiosa e attenta. Fornisce risposte chiare ed esaurienti, dirette e complete. Descrive in modo semplice e chiaro quali sono le mansioni da lei svolte e i ruoli presenti in tutti gli uffici nei quali ha lavorato, quali siano state le difficoltà che ha incontrato nel suo percorso lavorativo e cosa abbia appreso dalle diverse esperienze. Esprime quelli che ritiene potrebbero essere le sue difficoltà a adeguarsi ad una nuova realtà aziendale e al contatto col pubblico ed individua come suoi punti di forza la determinazione e la passione per il lavoro che considera una parte fondamentale della propria soddisfazione personale. Si evincono buone la capacità di immaginarsi in contesti e ruoli differenti da quelli sperimentati in precedenza.
La candidata ha un’immagine professionale di sé ben articolata che sa descrivere in modo autentico lasciando trasparire l’entusiasmo e l’energia che investe sul lavoro. Ha inviato a Vera la propria candidatura in quanto ha letto un nostro annuncio e si è trasferita da poco nella zona per la quale è aperta la ricerca.
In passato si è trasferita per cercare un’attività connessa al suo titolo di studio, in quell’esperienza le è stato chiesto di ricoprire anche mansioni amministrative e la candidata si dichiara soddisfatta di aver accettato perché questo le ha permesso di sperimentare se stessa in nuove attività che le sono risultate congeniali.
LA SCELTA
Al termine delle selezioni è stata scelta la candidata B per l’inserimento nel nostro locale come impiegata di ristorante.
La candidata è riuscita durante il colloquio a sottolineare le proprie attitudini di scrupolosità, attenzione e contemporaneamente la naturale capacità di attivare un buon ascolto e a mettere in luce la propria determinazione e passione per il lavoro. E’ stata capace di controllare in modo adeguato l’ansia connessa alla situazione di selezione.
La candidata A, invece, ha mostrato un interesse solo formale all’azienda e scarso dinamismo e determinazione: pur avendo una solida esperienza nel settore non appare determinata ad integrarsi in modo attivo nel nuovo contesto. Ulteriore criticità riguarda l’atteggiamento passivo con cui la candidata descrive le proprie scelte lavorative.
IL DECALOGO PER UN BUON COLLOQUIO
A cura di Elena Spagna di Vera Ristò
1) Arrivate con qualche minuto di anticipo e spegnete il cellulare.
2) Date sempre del lei al vostro interlocutore anche se è più giovane di voi.
3) Vestitevi in modo semplice e ordinato, non masticate gomme americane.
4) Ascoltate attentamente il vostro interlocutore e se necessario riflettete qualche secondo prima di rispondere; se non siete sicuri di aver capito la domanda, chiedete spiegazioni.
5) Preparatevi ad illustrare il vostro curriculum in modo chiaro e creando collegamenti ed eventuali analogie tra le posizioni precedentemente ricoperte e quella per cui vi state candidando. Non siate prolissi.
6) Rispondete con semplicità e sincerità a tutte le domande che vi vengono poste, anche se vi possono sembrare banali o fuori luogo: servono per inquadrare la vostra personalità. Nel lavoro non conta solo la preparazione e la competenza, ma anche il modo di relazionarsi con gli altri (i colleghi, i clienti, i superiori, i sottoposti…).
7) Non parlate male degli assenti o delle imprese concorrenti o di quelle dove si è lavorato in precedenza.
8) Guardate in faccia chi vi parla, non sfuggite, non guardatevi attorno e non abbassate lo sguardo continuamente, non cercate complicità ma trasparenza. Cercate di sorridere e di comunicare con il corpo apertura e disponibilità: niente braccia conserte o pugni serrati.
9) Evitate di mostrarvi indecisi per timidezza o per modestia; rispondete invece con sicurezza, evidenziando capacità di autoanalisi.
10) Non fate subito domande sulla parte economica, ma lasciate che l’argomento venga affrontato dal selezionatore: ricordate che in genere viene trattato in un colloquio successivo.
Data: 08-06-2009


