> SPECIALE ENERGIA
L’ambiente crea lavoro
Nuove filiere produttive, figure professionali inedite, ottime prospettive di sviluppo: il futuro dell’occupazione in Italia è verde
Negli ultimi 14 anni in Italia l’occupazione ambientale è salita del 41%. Lo rivelano le elaborazioni fatte dall’Isfol su dati Istat, che però prendono in considerazione l’insieme di quel vasto – e variegato - settore che si raduna sotto il termine “ambiente”. All’interno del quale, però, è l’energia a fare la parte del leone, stando a tutti gli indicatori. Lo conferma una voce decisamente autorevole nel panorama della sostenibilità come l’International Solar Society, sezione italiana, la quale stima che nel 2020 tutto il comparto dell’energia pulita darà potenzialmente lavoro a 135.200 persone, così ripartite: 10.700 nell’idroelettrico, 24.500 nell’eolico, 87.000 nel fotovoltaico, 1.400 nella geotermia e 11.600 nel settore delle biomasse.
Ad esercitare un’influenza determinante sullo sviluppo anche nel nostro paese delle tecnologie legate all’energia “verde” saranno gli incentivi pubblici e le misure che la politica saprà attivare per convogliare le potenzialità del mercato verso realizzazioni concrete.
Il pacchetto “Clima Energia” varato dall’Unione Europea impone ai paesi membri obiettivi di sviluppo di energie alternative a quelle fossili che mirano al raggiungimento, entro il 2020, dell’obiettivo 20-20-20 (-20% di gas serra prodotti, +20% di efficienza energetica, +20% di consumo di energie da fonti rinnovabili). L’Italia dovrà, entro quella data, far sì che il 17% dell’energia consumata provenga da fonti rinnovabili. Questo spingerà sempre più decisamente l’economia del nostro paese verso lo sviluppo di impianti (spesso micro-impianti) di energia da fonti rinnovabili e la loro integrazione nella rete distributiva nazionale. Insomma, dal fiorire della cosiddetta micro-generazione in Italia ci si attende ragionevolmente un fiorire di mestieri legati all’energia pulita.
Dal sole l’energia
L’energia solare, rispetto ad altre fonti rinnovabili, sembra avere un maggiore potenziale di sviluppo grazie alla sua disponibilità e accessibilità, alla varietà di tecnologie attraverso cui può essere sfruttata, nonché al ruolo importante che essa potrebbe rivestire in un sistema di generazione dell’energia maggiormente distribuito (per la vicinanza tra il luogo di conversione e di consumo che essa consente di realizzare). Le politiche di incentivazione operate negli ultimi dieci anni hanno permesso di contenere i costi di produzione di energia dal sole (fino a tre volte più alti rispetto a quelli di produzione di energia da fonti tradizionali) e di dare un notevole impulso alla nascita di vere e proprie filiere industriali nel settore delle energie alternative.
Esistono tre principali famiglie di tecnologie attraverso cui è possibile utilizzare l’energia solare: il fotovoltaico, il solare termico e il solare termodinamico.
Il fotovoltaico
Per quanto concerne il solare fotovoltaico, sono cinque le principali aree di business in cui si articola la competizione tra imprese. A monte della filiera si colloca il business della produzione di silicio e wafer (sottile fetta di materiale semiconduttore sulla quale viene costruito un microcircui-to), caratterizzato dalla presenza di pochi grandi player internazionali, che stanno realizzando notevoli margini di profitto grazie all’improvviso aumento della domanda.
Un secondo segmento è quello relativo alla produzione di celle e moduli fotovoltaici, in cui invece la presenza delle imprese italiane, seppur di piccole dimensioni, è più consistente. Discendendo lungo la filiera del fotovoltaico si incontra poi il segmento della distribuzione dei componenti, della progettazione e dell’installazione dell’impianto fotovoltaico: appartengono a tale segmento imprese o focalizzate esclusivamente sul business del fotovoltaico oppure appartenenti ai settori della termotecnica, dell’installazione elettrica e dell’edilizia.
Un’altra area di business interessata dagli sviluppi della tecnologia fotovoltaica è quella dei produttori di impianti per la fabbricazione di celle e moduli e dei produttori di materiali e componenti, tra cui i produttori di inverter. Infine, un’ultima area è quella dei finanziamenti e delle assicurazioni necessarie per la realizzazione e installazione di un impianto fotovoltaico, anche di piccole dimensioni. L’attuale normativa che incentiva l’installazione di questi impianti (il cosiddetto Conto Energia) assicura (a chi produce energia elettrica tramite un impianto fotovoltaico connesso alla rete nazionale) un ammontare fisso per ogni kwh prodotto, per un periodo di venti anni, lasciando tuttavia al proprietario la spesa iniziale per la costruzione dell’impianto.
Il solare termico
Si tratta di una tecnologia che in Italia trova applicazione soprattutto nel settore residenziale (dove viene utilizzata per la produzione di acqua calda sanitaria e per il riscaldamento degli ambienti) che rappresenta circa il 90% del mercato. Due sono le principali aree di business in questo settore: la produzione di collettori e componentistica e la distribuzione/installazione. Alla prima appartengono imprese della filiera termotecnica ma anche aziende che fanno del solare termico il proprio core business. La seconda è più variegata, dal momento che integra al suo interno sia distributori focalizzati che aziende che garantiscono la progettazione, installazione e manutenzione dell’impianto.
Il solare termodinamico
Questo settore patisce ancora una scarsa maturità tecnologica che però si traduce in enormi possibilità di sviluppo, di cui iniziano a vedersi i primi segnali nel mondo. La base, comunque, è costituita da un ciclo termodinamico tradizionale: questo fa sì che la filiera comprenda sia i “classici” player dell’energia sia le imprese specializzate nelle tecnologie di concentrazione solare o titolari di progetti pilota.


